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GIORNATA NAZIONALE SULLA PREVENZIONE DELLO SPRECO ALIMENTARE

Oggi è la giornata nazionale sulla prevenzione dello spreco alimentare e vogliamo porre l’attenzione su quanto piccoli e grandi gesti possano aiutare il pianeta in cui viviamo, perché gli sprechi hanno un impatto ambientale, sociale ed economico.

Torniamo su un tema che abbiamo già affrontato alcuni mesi fa.

Frutta e verdura sono in cima alla lista degli alimenti che ogni giorno finiscono nella pattumiera domestica. Esiste poi il cosiddetto spreco nascosto, causato dal fatto che se il cibo non è esteticamente perfetto, i supermercati non lo vendono e lo scartano.

In base ai dati raccolti dallo United Nations Environment Programme, circa un terzo della produzione finisce nella spazzatura. A livello globale circa il 13% del cibo viene perso lungo il sistema di distribuzione: dal post raccolta alla vendita al dettaglio. A livello domestico si arriva ad un 17% di spreco di cibo. Il totale porta al 30%.

Di che quantità stiamo parlando?

Dai dati del Food Waste Index Report del 2021 si è calcolato che a livello mondiale una persona spreca circa 74 kg di cibo ogni anno: le differenze sono molto ampie da paese a paese, in cima alla lista troviamo Africa e Asia, un americano si stima sprechi circa 46 kg di cibo all’anno mentre un italiano 25kg. Ma il dato preoccupante è che, se non invertiamo questa rotta, la quantità di cibo sprecato sarà molta di più.

Le donazioni e il recupero delle eccedenze (cioè quel cibo adatto al consumo ma che per varie ragioni non viene venduto dalle aziende produttrici, viene recuperato e donato agli enti caritativi che si occupano di distribuzione alimentare alle famiglie a basso reddito) sono due dei punti della lotta allo spreco alimentare da parte delle aziende. La povertà assoluta è in aumento, in Italia in particolare sfiora i 6 milioni di persone e queste azioni mirano a “sostenere” questa fetta di popolazione.

Abbiamo quindi da un lato milioni di persone che non hanno accesso a cibo nutrizionalmente adeguato e dall’altro l’abbondanza e lo spreco nelle nostre case.

Proprio per questo sono necessari azioni in ottica di prevenzione che riguardino la sensibilizzazione sull’adozione di una dieta sana e sostenibile, dove il consumatore consapevole sceglie il cibo in relazione a ciò che effettivamente consuma e che quindi prevenga lo spreco casalingo.

Mentre le azioni sulla grande distribuzione sono spesso fuori dalla portata dei comuni cittadini, ci sono piccole grandi azioni che ognuno di noi può fare per ridurre gli sprechi.

Vi lasciamo con 3 consigli utili, per ridurre lo spreco domestico.

FAI LA LISTA DELLA SPESA: ti aiuterà a non comprare alimenti in eccesso che non consumerai. Fare un menù settimanale sarà di aiuto.

RIPONI CON ATTENZIONE GLI ALIMENTI NELLA DISPENSA O NEL FRIGORIFERO: gli alimenti appena acquistati, con una data di scadenza più lontana devono essere posti in fondo, mentre davanti devono essere riposti gli alimenti con la data di scadenza ravvicinata, al fine di consumarli prima ed evitare che vadano sprecati.

RICICLA GLI AVANZI: molti alimenti sono buoni anche il giorno dopo averli preparati. Utilizza il cibo in scadenza in nuove ricette, seguendo sempre le regole della sicurezza degli alimenti. Torte salate, quiche, plumcake salati o frittate di pasta sono solo alcune idee che ti aiuteranno a non gettare il cibo nella spazzatura.

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Benefici Fiscali

Benefici fiscali per le persone fisiche

Rif.: art. 83 D.Lgs. 117/2017 primo e secondo comma
Per quanto riguarda le erogazioni effettuate da persone fisiche, si prevede la possibilità di deduzione dal reddito o di detrazione dall’imposta. Il donatore sceglierà tra detrazione e deduzione al momento della predisposizione della propria dichiarazione dei redditi annuale. L’erogazione può essere in denaro o in natura. Per quelle in denaro, la condizione per la detrazione è l’effettuazione della donazione attraverso banche, uffici postali ovvero altri sistemi che permettano la sua tracciabilità.
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Benefici fiscali per le imprese

Rif.: art. 83 D.Lgs. 117/2017 secondo comma
Per quanto riguarda le liberalità in denaro o in natura effettuate da enti e società è prevista la possibilità di deduzione dal reddito imponibile nel limite del 10% del reddito complessivo dichiarato. La parte eccedente può essere dedotta negli esercizi successivi non oltre il quarto. Per maggiori informazioni puoi scrivere a: federico.petruio@fondazionecomitans.org

Giorgio, volontario CARITAS

Mi chiamo Giorgio, ho 75 anni. Vengo alla Caritas da circa 2 anni perché sono un pensionato e ho del tempo a disposizione. Mi piace occuparmi di mettere in ordine i prodotti che arrivano e fare in modo che tutto funzioni. Si rivolgono a noi tante donne, non solo straniere. Forse ultimamente devo dire che le italiane mi sembrano aumentate. Mi piace essere cordiale, far sentire le persone a proprio agio. Prima non mi preoccupavo molto di cosa le persone si portassero via, perché ho sempre pensato che era bello che potessero andare via con il sacchetto pieno. Solo ora, da quando Fondazione Comitans ci ha chiesto di usare l’app Nutridono per comporre i pacchi, ci sto davvero guardando dentro. Mi sto rendendo conto che il “cibo spazzatura”, quello per intenderci che tutti dovremmo limitare per rimanere in salute, qui da noi invece abbonda. Io non mi sono mai chiesto perché e adesso invece sono disorientato. Prima ero felice di fare del bene, adesso sono un po’ frustrato perché mi accorgo che non è un bene completo, che si potrebbe fare di più.

Angela e l’emporio solidale

Mi chiamo Angela, vivo a Roma nel quartiere Tor Bella Monaca. Ho due figli, Andrea di 10 anni e Luca di 1. Mio marito ha un lavoro saltuario, fa il muratore in una ditta che lo chiama quando c’è bisogno e io faccio le pulizie tutte le mattine da una signora alla Garbatella. Purtroppo con tutte le spese, l’affitto e il costo della vita, spesso alla fine del mese i soldi sono finiti e sono costretta a rivolgermi alla Caritas. All’inizio mi vergognavo molto, ma il bene dei miei figli mi ha fatto andare oltre. All’emporio solidale poi è come fare la spesa in un piccolo supermercato, solo che al posto che pagare con i soldi uso una tessera a punti. È meno umiliante di una mensa e non mi fa sentire tanto diversa da una mamma che va a fare la spesa. Andrea si diverte molto a capire con i punti che abbiamo a disposizione che cosa riusciamo a prendere dagli scaffali. Merendine e biscotti, quelli sono sempre in abbondanza e li porti via con pochi punti, ma non posso mettere a tavola merendine o panettoni (dopo Natale i panettoni riempiono tutti gli scaffali!). Sono molto grata per l’aiuto che l’emporio mi dà, ma certo se potessi scegliere non sono queste le cose che vorrei mettere nel carrello: l’olio non c’è quasi mai, e quando c’è costa davvero tanti punti, e allora devo preferire altro, ma anche i cereali ci sono pochissimo o i legumi. Fresco e verdure? No, quelle non le ho mai viste, credo proprio che non sia possibile averle!

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Attualmente non esistono dati oggettivi e certi sulla qualità nutrizionale e sull'adeguatezza degli alimenti forniti dalle organizzazioni caritative. I volontari intervistati, tra i partner della Fondazione Comitans ETS, hanno sottolineato la mancanza generale di cibo nutrizionalmente appropriato per madri e neonati e in generale per famiglie con bambini piccoli. Esattamente quel gruppo di individui che maggiormente necessiterebbe di una nutrizione sana, anche per diminuire il rischio dello sviluppo futuro di malattie non trasmissibili (malattie cardiovascolari, diabete, cancro tra le più comuni).

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Esiste una correlazione diretta tra povertà, insicurezza alimentare e il triplice onere della malnutrizione (denutrizione, carenza di micronutrienti e overnutrizione) tuttavia mancano dati specifici, in particolare per quanto riguarda i bambini europei. Le prove hanno dimostrato che l'origine evolutiva di molte malattie croniche non trasmissibili si trova nel periodo che va dal concepimento al secondo compleanno. È un periodo critico per la crescita e lo sviluppo: gli interventi durante questo periodo possono avere il maggiore impatto positivo sui risultati sanitari a breve, medio e lungo termine, mentre le carenze nutrizionali possono esercitare i loro effetti più devastanti. L'alimentazione è un fattore ambientale fondamentale che ha un impatto sulla salute può essere controllato, a condizione che siano disponibili e accessibili alimenti sani, nutrienti e adeguati.

Caritas diocesana di Roma

La Caritas diocesana di Roma è un organismo pastorale istituito dal Vescovo al fine di promuovere la carità nelle Parrocchie e nelle comunità in tutte le sue forme. Fondata nel 1979 da monsignor Luigi Di Liegro per volontà del Cardinale vicario Ugo Poletti, la Caritas è espressione dell’impegno della Chiesa di Roma nella testimonianza di solidarietà verso le persone svantaggiate, per lo sviluppo dell’uomo, la giustizia sociale e la pace.
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