Nella suggestiva cornice della Sala Borromini del Complesso Donna Camilla Savelli di Roma, si è svolto il convegno “Quando il presente lascia traccia. Dal microbiota alle immagini: leggere la salute per governare il futuro”, promosso dal Policlinico Universitario Campus Bio-Medico di Roma. Un appuntamento che ha riunito rappresentanti del mondo scientifico, istituzionale e accademico per riflettere sul ruolo della prevenzione, della ricerca e della consapevolezza nella costruzione della salute delle generazioni future.
Moderato dalla giornalista RAI Isabella Di Chio e dal professor Giovanni Rezza, già Direttore Generale della Prevenzione del Ministero della Salute, il convegno si è aperto con i saluti istituzionali di Michele Cicala, Carlo Tosti e Paolo Sormani, seguiti dalla lettura istituzionale del Presidente della Corte dei Conti Guido Carlino, dedicata al tema della tutela della salute e della sostenibilità del Servizio Sanitario.
L’evento si è articolato in due sessioni tematiche, accomunate da una riflessione innovativa sul microbiota come elemento capace di raccontare la storia biologica dell’individuo e di offrire nuove chiavi di lettura per comprendere il rapporto tra salute, ambiente e stili di vita.
Il microbiota come cronaca silenziosa della salute
La prima sessione, dedicata al tema “Il microbiota come cronaca silenziosa della salute”, ha posto al centro dell’attenzione il valore della prevenzione e dei cosiddetti primi 1000 giorni di vita, il periodo che va dal concepimento ai due anni di età e che rappresenta una fase cruciale per lo sviluppo dell’individuo.
Nel corso dell’intervento “Il microbiota come una delle prime immagini biologiche della salute futura“, Cecilia Bartolucci, Presidente della Fondazione Comitans ETS e Coordinatrice del Gruppo di Lavoro Food del progetto Science and Technology Foresight del CNR, insieme alla ricercatrice e gastroenterologa Annamaria Altomare, ha proposto una lettura interdisciplinare del rapporto tra microbiota, nutrizione e ambiente.
Partendo dal concetto di immagine come strumento capace di restituire connessioni, profondità e memoria, Bartolucci ha evidenziato come anche il microbiota possa essere considerato una sorta di “immagine biologica” della nostra salute: una realtà dinamica che riflette le interazioni tra patrimonio genetico, alimentazione, ambiente e stili di vita.
«L’immagine ci insegna che non basta osservare i singoli elementi, ma occorre comprendere le relazioni che li uniscono», ha sottolineato, richiamando l’importanza di una visione sistemica dei processi che influenzano il benessere umano.
Al centro della riflessione il ruolo fondamentale del microbiota nei primi anni di vita. La sua formazione inizia già durante la gravidanza e prosegue attraverso il parto, l’allattamento e le prime esperienze alimentari del bambino, contribuendo alla maturazione del sistema immunitario e al metabolismo dei nutrienti.
Un altro tema chiave è stato quello della diversità biologica. Un microbiota ricco e diversificato risulta infatti più resiliente agli stress ambientali. Da qui la necessità di promuovere una nutrizione varia e di qualità, strettamente legata alla biodiversità agricola e alla salute degli ecosistemi.
«Non possiamo avere una nutrizione realmente diversificata senza preservare la diversità degli ecosistemi da cui il cibo proviene», ha ricordato Bartolucci, evidenziando il profondo legame tra salute umana e salute ambientale.
L’intervento ha inoltre approfondito il tema dell’epigenetica, la disciplina che studia come fattori esterni possano influenzare l’espressione dei geni senza modificarne la sequenza. I primi 1000 giorni rappresentano una finestra particolarmente sensibile durante la quale nutrizione e ambiente possono lasciare tracce durature sulla salute futura.
A sostegno di questa prospettiva sono stati richiamati gli studi sulla cosiddetta carestia olandese della Seconda Guerra Mondiale, che hanno mostrato come le condizioni nutrizionali sperimentate durante la gravidanza possano influenzare il rischio di sviluppare patologie metaboliche anche molti anni dopo la nascita.
Particolare interesse ha suscitato il progetto di ricerca che vede impegnati la Fondazione Comitans ETS, la dottoressa Annamaria Altomare, il professor Michele Pier Luca Guarino e ricercatrici del CNR nello studio dei microRNA vegetali presenti nella dieta e nel latte materno. L’obiettivo è comprendere se queste molecole biologiche possano contribuire alla modulazione del microbiota e dell’espressione genica nei primi anni di vita, aprendo nuove prospettive per la prevenzione.
A conclusione del suo intervento, Bartolucci ha condiviso l’immagine della propria nipotina che gioca con la terra e, come spesso accade nei bambini piccoli, la porta alla bocca. Un gesto semplice e naturale che la ricerca oggi interpreta come parte del dialogo spontaneo tra il bambino e il mondo microbico che lo circonda.
A completare la prima sessione, gli interventi di Chiara Fanali, Preside della Facoltà Dipartimentale di Scienze e Biotecnologie dell’Università Campus Bio-Medico di Roma, e di Luca Miele, Direttore della UOS Clinica del Pre-Trapianto di Fegato del Policlinico Gemelli e docente di Medicina Interna presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore, hanno ampliato la riflessione sul microbiota come indicatore dello stato di salute individuale e collettivo. Fanali ha approfondito il rapporto tra dieta, contaminanti ambientali e microbiota, evidenziando come l’esposizione agli agenti presenti nell’ambiente e negli alimenti lasci una vera e propria “impronta biologica” sull’organismo. Miele ha invece affrontato il tema di obesità e metabolismo, illustrando come il microbiota possa rappresentare un autentico ritratto degli stili di vita e del rischio metabolico, offrendo nuove prospettive per la prevenzione e la medicina personalizzata.
Il microbiota come fotografia del presente
La seconda sessione del convegno ha ampliato la riflessione sul valore delle immagini come strumenti di interpretazione della realtà. Introdotta dalla psichiatra Rosa Bruni, ha ospitato la lettura della storica dell’arte Paola Di Giammaria, Responsabile della Fototeca dei Musei Vaticani, dal titolo “Fotografia e microbiota: il presente come traccia, la storia come guida”.
Un contributo che ha rafforzato il messaggio trasversale dell’intero incontro: comprendere le tracce che il presente lascia nel nostro organismo significa acquisire strumenti preziosi per orientare le scelte di salute del futuro.
Le conclusioni sono state affidate a Pietro Ferrara, Direttore della UOC di Pediatria della Fondazione Policlinico Universitario Campus Bio-Medico e Professore Ordinario di Pediatria, e a Michele Pier Luca Guarino, Responsabile della UOS Disturbi Funzionali Intestinali e Microbiota e Professore Associato di Gastroenterologia, che hanno ribadito l’importanza di una ricerca sempre più integrata tra medicina, nutrizione, ambiente e prevenzione.
Il convegno ha confermato come il microbiota rappresenti oggi una delle frontiere più promettenti della ricerca biomedica e come investire nei primi 1000 giorni di vita significhi costruire le basi per una salute più consapevole, sostenibile e duratura per le generazioni future.
a cura di Sabrina Parisi
