Ricerca scientifica

Nell’ultimo decennio la ricerca ha mostrato che, anche senza  apportare direttamente modifiche alla sequenza del DNA, si può cambiare il comportamento dei geni, tramite alterazioni che avvengono attorno al DNA stesso. Queste alterazioni sono stimolate da fattori ambientali e agiscono attraverso l’attivazione o l’inibizione di geni. Si tratta di processi epigenetici. Il nuovo concetto dell’epigenetica ha cambiato un paradigma importante, mostrando che il DNA è vulnerabile, modificabile da fattori ambientali, e che tali modifiche possono essere durature e addirittura possono essere trasmesse alle successive generazioni. Già durante il periodo periconcezionale (da 1 mese prima del concepimento fino al terzo mese di gravidanza) vari fattori ambientali ai quali è esposta la mamma, tra cui quelli nutrizionali, possono avere un impatto sull’epigenoma del bambino nell’utero. Appena 48 ore dopo la fertilizzazione avvengono i primi processi di “rimodellamento” del DNA ereditato dalla mamma e dal papà, attraverso reazioni di eliminazione e di riformazione delle alterazioni epigenetiche. Un altro importante aspetto dell’essere umano studiato negli ultimi dieci anni è il microbioma intestinale. Si tratta della totalità dei microrganismi, batteri, virus e funghi, compreso il loro patrimonio genetico collettivo, presenti nel tratto gastrointestinale. Come le impronte digitali, il microbioma è unico per ogni individuo. Nel bambino la diversità del microbioma aumenta dal giorno 0 fino al giorno 1000 di vita, raggiungendo un picco tra gli uno e i tre anni, e rimanendo poi generalmente stabile per il resto della vita. Anche in questo caso i primi 1000 giorni rappresentano una importante opportunità di azione privilegiando, quando possibile, un parto naturale e intervenendo sulla nutrizione materna, neonatale e infantile.

Studiare la composizione nei primi mille giorni di vita della flora batterica intestinale, il cosiddetto “microbiota”, è l’obiettivo del progetto dell’Unità di Gastroenterologia dell’Università Campus Bio-Medico di Roma, promosso da Fondazione Comitans che sta sostenendo la borsa di dottorato della Dott.ssa Giulia Rocchi, dottoranda in Scienze e
Ingegneria per l’Uomo e l’Ambiente.

Da un lato, questo dottorato in Scienze ed Ingegneria per l’Uomo e l’Ambiente prevede un approccio integrato di big data dei profili di microbiota pediatrici per svelare la complessa interazione tra allattamento, dieta e modulazione del microbiota intestinale e l’impatto dei determinanti pre e post-natali nell’evoluzione e modulazione del microbiota intestinale infantile nei primi mille giorni. Dall’altro, nel Progetto Primi 1000 Giorni, si stanno sviluppando filoni di indagine complementari, per comparare le variazioni della composizione del microbiota intestinale tra una dieta convenzionale e una dieta biologica all’interno di famiglie campione. L’obiettivo è quello di promuovere il consumo di alimenti ad alto valore nutrizionale e promotori di salute, così come la diffusione di stili di vita salutari. Una dieta altamente diversificata e sana influenza positivamente la diversità del microbioma, ponendo le basi per una vita in salute e benessere. E, poiché bambini sani nascono da mamme sane, è importante mettere ambedue al centro del nostro progetto.

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