Reddito alimentare e cibo di valore

Ogni anno il settore della distribuzione alimentare, nel quale la più importante fetta è rappresentata dai supermercati, getta 230 mila tonnellate di cibo invenduto (Fonte: Osservatorio Socialis). Molte aziende alimentari e ristoranti donano l’invenduto della giornata a mense per le persone indigenti. Esiste infatti la legge 155 del 2003 che disciplina la distribuzione dei prodotti alimentari ai fini di solidarietà sociale.

Una norma che ha permesso ai supermercati con prodotti invenduti di donarli agli enti caritativi, che si occupano di distribuzione di pacchi alimentari e servizio mensa alle persone in difficoltà.

Negli ultimi mesi abbiamo sentito parlare sempre più spesso di “reddito alimentare”, grazie al Parlamento italiano, che in commissione sulla nuova Legge di Bilancio 2023, ha approvato l’emendamento che ha istituito il Fondo per la sperimentazione del reddito alimentare, con la dotazione di 1,5 milioni di euro per l’anno 2023 e di 2 milioni di euro annui a decorrere dall’anno 2024. Il Fondo è destinato a finanziare, nelle città metropolitane, la sperimentazione del reddito alimentare, quale misura

per contrastare lo spreco e la povertà alimentare, mediante l’erogazione, a soggetti in condizioni di povertà assoluta, di pacchi alimentari

realizzati con l’invenduto della distribuzione alimentare, da prenotare mediante una applicazione e ritirare presso un centro di distribuzione.

Secondo dati recenti, un numero considerevole di famiglie italiane vive in condizioni di povertà relativa o assoluta, il che significa che l’acquisto di cibo rappresenta una sfida quotidiana. Nel 2021, sono in condizione di povertà assoluta poco più di 1,9 milioni di famiglie e circa 5,6 milioni di individui. Per la povertà relativa le famiglie sotto la soglia sono circa 2,9 milioni (Fonte: dati Istat).

Una delle principali sfide che l’Italia affronta riguardo al reddito alimentare è l’ineguaglianza sociale ed economica.

Le disparità di reddito tra i ceti sociali e le regioni del paese possono influire significativamente sull’accesso al cibo.

Le famiglie a basso reddito possono trovarsi costrette a fare compromessi sulla qualità e la quantità del cibo acquistato, favorendo spesso opzioni meno salutari e nutrizionalmente svantaggiose. Inoltre, l’aumento dei prezzi dei generi alimentari può incidere ulteriormente sulla capacità delle famiglie di acquistare cibo di qualità nutrizionale.

Al di là dell’importanza che ricoprono tutte quelle azioni e provvedimenti volti ad evitare lo spreco, c’è da capire se il cibo donato è da considerarsi “cibo di valore” (inteso come un cibo che sostenga la salute dei beneficiari, attento alle loro esigenze culturali e anche alla sua sostenibilità) o se verranno mantenute le disparità sociali e chi pagherà le conseguenze saranno le persone che appartengono a nuclei familiari a basso reddito.

Proprio per affrontare questo tema nasce il Progetto Nutridono di Fondazione Comitans.

Abbiamo sviluppato un’Applicazione Web per sostenere i volontari degli enti del terzo settore, che distribuiscono aiuti alimentari alle famiglie che vivono in situazione di povertà con madri e bambini vulnerabili.

Con il progetto Nutridono, Fondazione Comitans vuole contribuire ad un’equa accessibilità alimentare per le famiglie a basso reddito e le persone che ricevono aiuti alimentari dalle strutture caritative locali.

Il fine è triplice:

  • formare e supportare i volontari degli enti del terzo settore nel distribuire alle madri e ai bambini prodotti nutrizionalmente adeguati alle loro esigenze;
  • rafforzare la consapevolezza delle famiglie indigenti sull’importanza di una nutrizione adeguata alla loro salute;
  • portare all’attenzione del sistema di distribuzione alimentare la necessità di inserire nei pacchi alimentari, cibi adeguati al benessere delle persone beneficiarie.

Promuovere la consapevolezza nelle persone e lavorare sull’educazione alimentare può svolgere un ruolo chiave nel migliorare il reddito alimentare. Insegnare alle persone come fare scelte alimentari informate, come cucinare pasti sani a basso costo e come evitare lo spreco alimentare può aiutare a massimizzare le risorse finanziarie ed alimentari e a sostenere un’alimentazione adeguata.

Rimani informato sul progetto Nutridono, iscriviti alla newsletter di Fondazione Comitans.

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Giorgio, volontario CARITAS

Mi chiamo Giorgio, ho 75 anni. Vengo alla Caritas da circa 2 anni perché sono un pensionato e ho del tempo a disposizione. Mi piace occuparmi di mettere in ordine i prodotti che arrivano e fare in modo che tutto funzioni. Si rivolgono a noi tante donne, non solo straniere. Forse ultimamente devo dire che le italiane mi sembrano aumentate. Mi piace essere cordiale, far sentire le persone a proprio agio. Prima non mi preoccupavo molto di cosa le persone si portassero via, perché ho sempre pensato che era bello che potessero andare via con il sacchetto pieno. Solo ora, da quando Fondazione Comitans ci ha chiesto di usare l’app Nutridono per comporre i pacchi, ci sto davvero guardando dentro. Mi sto rendendo conto che il “cibo spazzatura”, quello per intenderci che tutti dovremmo limitare per rimanere in salute, qui da noi invece abbonda. Io non mi sono mai chiesto perché e adesso invece sono disorientato. Prima ero felice di fare del bene, adesso sono un po’ frustrato perché mi accorgo che non è un bene completo, che si potrebbe fare di più.

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La Caritas diocesana di Roma è un organismo pastorale istituito dal Vescovo al fine di promuovere la carità nelle Parrocchie e nelle comunità in tutte le sue forme. Fondata nel 1979 da monsignor Luigi Di Liegro per volontà del Cardinale vicario Ugo Poletti, la Caritas è espressione dell’impegno della Chiesa di Roma nella testimonianza di solidarietà verso le persone svantaggiate, per lo sviluppo dell’uomo, la giustizia sociale e la pace.
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