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Progetto “Primi 1000 Giorni”: diario di bordo – febbraio 2021

Diario di bordo febbraio 2021: con il Progetto Primi 1000 Giorni abbiamo scelto di lavorare su 3 sfere principali (ricerca, sociale ed agroalimentare), inserite all’interno di un approccio di sistema basato in primis sulla condivisione di conoscenze, coprogettazione e valori comuni.

Per quanto riguarda la prima sfera, la Fondazione sostiene un progetto di ricerca in collaborazione con l’Unità di Gastroenterologia dell’Università Campus Bio-Medico di Roma e l’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù, attraverso una borsa di dottorato triennale. Oggetto dello studio è il microbiota, ovvero la composizione della flora batterica intestinale, ed i cambiamenti ad esso connessi (dovuti a fattori esterni quali l’allattamento, lo svezzamento, la somministrazione dei fermenti lattici e antibiotici), proprio nei primi mille giorni di vita.

Nella sfera del sociale, invece, stiamo coinvolgendo enti ed associazioni che si occupano di famiglie in difficoltà, con un occhio attento alle donne in gravidanza e alle neomamme che vivono in condizioni di povertà o emarginazione, per accompagnarle verso una consapevolezza più approfondita di quelli che sono i nutrienti che fanno bene a loro e ai loro figli. Procederemo con una mappatura dell’esistente, con l’intento di fotografare la realtà attuale nella distribuzione di risorse alimentari alle famiglie dei nostri partner e capire qual è l’apporto nutrizionale dei prodotti che arrivano sulle mense o nelle case dei soggetti più vulnerabili. Senza dimenticare che sarà importante comprendere anche quali siano i bisogni individuali, adattando il cibo alle loro esigenze quotidiane (anche dal punto di vista culturale e sociale oltre che nutrizionale). Questo ci servirà per fissare la rotta successiva, per fare in modo che mamme e bambini ricevano quello di cui realmente hanno bisogno, non soltanto le eccedenze che il sistema mette a disposizione.

Per la sfera dell’agroalimentare, infine, stiamo dialogando con enti, cooperative e aziende agricole che lavorino adottando un approccio ecosostenibile alle risorse ambientali, dalla produzione alla distribuzione, passando per la valorizzazione stessa del lavoro agricolo. Siamo convinti, infatti, che il cibo debba avere un impatto positivo non solo su chi lo consuma ma anche su chi lo produce. Per questo guardiamo all’agroecologia e all’agricoltura sociale. Mettere al centro l’ambiente, valorizzare il territorio, puntare sulle conoscenze e caratteristiche locali, mettendo in rete esperti, agricoltori, giovani e persone in svantaggio sociale.

È importante sottolineare che nel nostro approccio di sistema, le 3 sfere non sono separate ma concorrono fornire conoscenza e rafforzare le attività una dell’altro. Come, ad esempio, nel caso dello studio del microbiota di cui parlavamo all’inizio. Oltre agli studi realizzati in laboratorio nell’ambito della borsa di dottorato, insieme ai partner del sociale e dell’agroalimentare vogliamo realizzare uno studio sulla composizione del microbiota umano (legato ad una dieta biologica) e di quello del suolo (legato alla produzione biologica).

In questo inizio 2021 abbiamo cominciato a coprogettare con i diversi gruppi di fattibilità legati alle 3 sfere: in questi incontri, continuiamo a costruire il cammino verso l’empowerment e l’accessibilità a quello che consideriamo un cibo di valore.

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Benefici fiscali per le persone fisiche

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Giorgio, volontario CARITAS

Mi chiamo Giorgio, ho 75 anni. Vengo alla Caritas da circa 2 anni perché sono un pensionato e ho del tempo a disposizione. Mi piace occuparmi di mettere in ordine i prodotti che arrivano e fare in modo che tutto funzioni. Si rivolgono a noi tante donne, non solo straniere. Forse ultimamente devo dire che le italiane mi sembrano aumentate. Mi piace essere cordiale, far sentire le persone a proprio agio. Prima non mi preoccupavo molto di cosa le persone si portassero via, perché ho sempre pensato che era bello che potessero andare via con il sacchetto pieno. Solo ora, da quando Fondazione Comitans ci ha chiesto di usare l’app Nutridono per comporre i pacchi, ci sto davvero guardando dentro. Mi sto rendendo conto che il “cibo spazzatura”, quello per intenderci che tutti dovremmo limitare per rimanere in salute, qui da noi invece abbonda. Io non mi sono mai chiesto perché e adesso invece sono disorientato. Prima ero felice di fare del bene, adesso sono un po’ frustrato perché mi accorgo che non è un bene completo, che si potrebbe fare di più.

Angela e l’emporio solidale

Mi chiamo Angela, vivo a Roma nel quartiere Tor Bella Monaca. Ho due figli, Andrea di 10 anni e Luca di 1. Mio marito ha un lavoro saltuario, fa il muratore in una ditta che lo chiama quando c’è bisogno e io faccio le pulizie tutte le mattine da una signora alla Garbatella. Purtroppo con tutte le spese, l’affitto e il costo della vita, spesso alla fine del mese i soldi sono finiti e sono costretta a rivolgermi alla Caritas. All’inizio mi vergognavo molto, ma il bene dei miei figli mi ha fatto andare oltre. All’emporio solidale poi è come fare la spesa in un piccolo supermercato, solo che al posto che pagare con i soldi uso una tessera a punti. È meno umiliante di una mensa e non mi fa sentire tanto diversa da una mamma che va a fare la spesa. Andrea si diverte molto a capire con i punti che abbiamo a disposizione che cosa riusciamo a prendere dagli scaffali. Merendine e biscotti, quelli sono sempre in abbondanza e li porti via con pochi punti, ma non posso mettere a tavola merendine o panettoni (dopo Natale i panettoni riempiono tutti gli scaffali!). Sono molto grata per l’aiuto che l’emporio mi dà, ma certo se potessi scegliere non sono queste le cose che vorrei mettere nel carrello: l’olio non c’è quasi mai, e quando c’è costa davvero tanti punti, e allora devo preferire altro, ma anche i cereali ci sono pochissimo o i legumi. Fresco e verdure? No, quelle non le ho mai viste, credo proprio che non sia possibile averle!

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Attualmente non esistono dati oggettivi e certi sulla qualità nutrizionale e sull'adeguatezza degli alimenti forniti dalle organizzazioni caritative. I volontari intervistati, tra i partner della Fondazione Comitans ETS, hanno sottolineato la mancanza generale di cibo nutrizionalmente appropriato per madri e neonati e in generale per famiglie con bambini piccoli. Esattamente quel gruppo di individui che maggiormente necessiterebbe di una nutrizione sana, anche per diminuire il rischio dello sviluppo futuro di malattie non trasmissibili (malattie cardiovascolari, diabete, cancro tra le più comuni).

Approfondimento 01

Esiste una correlazione diretta tra povertà, insicurezza alimentare e il triplice onere della malnutrizione (denutrizione, carenza di micronutrienti e overnutrizione) tuttavia mancano dati specifici, in particolare per quanto riguarda i bambini europei. Le prove hanno dimostrato che l'origine evolutiva di molte malattie croniche non trasmissibili si trova nel periodo che va dal concepimento al secondo compleanno. È un periodo critico per la crescita e lo sviluppo: gli interventi durante questo periodo possono avere il maggiore impatto positivo sui risultati sanitari a breve, medio e lungo termine, mentre le carenze nutrizionali possono esercitare i loro effetti più devastanti. L'alimentazione è un fattore ambientale fondamentale che ha un impatto sulla salute può essere controllato, a condizione che siano disponibili e accessibili alimenti sani, nutrienti e adeguati.

Caritas diocesana di Roma

La Caritas diocesana di Roma è un organismo pastorale istituito dal Vescovo al fine di promuovere la carità nelle Parrocchie e nelle comunità in tutte le sue forme. Fondata nel 1979 da monsignor Luigi Di Liegro per volontà del Cardinale vicario Ugo Poletti, la Caritas è espressione dell’impegno della Chiesa di Roma nella testimonianza di solidarietà verso le persone svantaggiate, per lo sviluppo dell’uomo, la giustizia sociale e la pace.
L’opera pastorale che la Caritas di Roma svolge nell’ambito degli aspetti della carità e della promozione umana si esplica in animazione, coordinamento, assistenza diretta e formazione.