Sappiamo che una dieta altamente diversificata e sana, insieme all’adozione di stili di vita corretti, sono alla base di una vita in salute. 

Il progetto “Primi Mille Giorni” intende promuovere un approccio integrato al tema dell’alimentazione e della nutrizione nel periodo che va dal concepimento al secondo anno di età del bambino, coinvolgendo enti, istituzioni e aziende che siano interessate a collaborare per indagare l’importanza cruciale che nutrizione e alimentazione rivestono durante questo periodo per la salute dell’essere umano non solo nell’infanzia, ma nell’arco di tutta la vita.

A livello globale, sono ormai noti i paradossi che riguardano il cibo: un mondo in cui quasi un miliardo di persone soffre la fame ma in cui annualmente 1/3 degli alimenti prodotti viene sprecato (molto più di quanto sarebbe necessario per sfamare tutti) e dove le patologie legate all’obesità sono in forte aumento, così come i disturbi alimentari. A questo, si aggiunge l’impatto socioeconomico del COVID-19 che, anche nel nostro paese, mostra ripercussioni sulla nutrizione e sulla sicurezza alimentare, colpendo principalmente i gruppi più vulnerabili e mostrando le limitazioni del nostro sistema alimentare (inteso come l’insieme delle attività e dei processi che influenzano la produzione, la distribuzione e il consumo dei generi alimentari). Il modo in cui produciamo e consumiamo il cibo ha un forte impatto sull’ambiente. La necessità di promuovere un’alimentazione sana non solo ha effetti diretti sulla salute umana ma anche su quella dell’ambiente e del pianeta, dato che una produzione responsabile tiene conto di tutti i fattori ambientali, sociali ed economici (oltre che intergenerazionali).

Nel triennio del progetto, attraverso la collaborazione tra i partner della sfera agroalimentare con quelli della ricerca e del sociale, verrà favorita la conoscenza dell’importanza di alcuni aspetti legati ad una nutrizione sana, ad esempio, cosa sia necessario e cosa invece non dovrebbe essere presente in un cibo ad alto valore nutrizionale, facente parte di una dieta diversificata. 

Allo stesso modo, la sfera agroalimentare ci aiuterà a capire le criticità legate a questo settore, cosa rende sostenibile o meno la produzione, cosa bisogna rispettare, dove può essere l’eventuale difficoltà concreta nell’aumentare la sostenibilità (stagionalità, perdite alimentari e sprechi, necessità di processare gli alimenti e loro conservazione), oltre ad approcci più generali legati all’agroecologia, alla produzione biologica ed all’agricoltura sociale.

Nella convinzione che il lavoro sia un elemento fondamentale per la dignità della persona, si cercherà la collaborazione con cooperative e aziende agricole che si impegnino nel reinserimento sociale di persone a rischio di emarginazione.

Inoltre, come punto di contatto con la sfera della ricerca, stiamo delineando la possibilità di realizzare uno studio sull’impatto che la nutrizione legata ad alimenti provenienti da una produzione biologica può avere sul microbiota umano.

Per le aziende e cooperative, questo potrà portare sia ad un miglioramento dei propri prodotti, sia ad una maggiore consapevolezza del valore della produzione attuale, acquisendo gli elementi necessari per un’attività di marketing e comunicazione orientata a valorizzare l’aspetto nutrizionale verso il proprio mercato di riferimento e verso nuovi potenziali segmenti come quello delle donne in gravidanza e delle neomamme. Il dialogo e la messa in rete delle conoscenze potranno stimolare una maggiore consapevolezza circa il valore nutrizionale dei prodotti, per arrivare a quello che definiamo un cibo di valore.

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