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La parola ai partner: Ente Opera Sociale Avventista

Il percorso fatto insieme ad ente opera sociale avventista

In questi mesi di integrazione e cooperazione abbiamo avuto modo di ampliare il panorama di conoscenze e di relazioni – ci racconta Giuseppe Cupertino, direttore dell’Ente OSA, l’Opera Sociale Avventista. In particolare, abbiamo acquisito una maggiore consapevolezza sulla possibilità di incidere in modo significativo sulla salute delle persone e sulla possibilità di modificare in positivo le abitudini di vita tese a costruire un futuro migliore.

Dove stiamo andando

Nell’ambito di questo progetto, insieme all’Opera Sociale Avventista, abbiamo avviato un confronto ed individuato alcune attività che speriamo di poter presto mettere in campo, sui temi legati ai primi mille giorni ed agli stili di vita di adulti e bambini.

Pensando al futuro

Sarebbe molto interessante se fra un paio di anni il progetto avesse prodotto una maggiore consapevolezza sul valore delle scelte che si fanno in merito ai modelli di comportamento quotidiani in tema di scelte alimentari, attività fisica, in particolare quando si è giovani. Sarebbe importante che il messaggio molto forte condiviso dai giovanissimi nel movimento creato da Greta Thunberg in merito all’ambiente, fosse accompagnato dalla conoscenza che determinate scelte influenzano, fin da subito e in modo determinante, la nostra salute individuale e, di conseguenza, le modalità con le quali si organizza la filiera alimentare. Ci aspettiamo di riuscire a contribuire alla costruzione di un avvenire di speranza, mettendo in relazione buone prospettive di salute a buone prassi di vita quotidiana.

CHI È L’OPERA SOCIALE AVVENTISTA

Costituita nel 2001, l’Opera Sociale Avventista è l’ente che gestisce l’otto per mille dell’IRPEF destinato all’Unione Italiana delle Chiese Cristiane Avventiste per individua progettualità in grado di determinare un impatto sociale positivo, attraverso interventi assistenziali, umanitari, culturali e sociali in Italia e all’estero.

Il progetto Primi Mille Giorni certamente ha tutte le caratteristiche che riteniamo fondamentali per poter generare un cambiamento rispetto a tematiche importantissime. Per questo abbiamo deciso di stanziare una quota del gettito otto per mille che riceviamo a sostegno di una parte di questo percorso di co-progettazione insieme alla Fondazione Comitans e agli partner che con entusiasmo partecipano con noi.

QUALI SONO I SUOI PUNTI DI FORZA?

  • la promozione di progettualità a forte impatto sociale;
  • la prevenzione è al centro delle strategie, per favorire stili di vita benefici circa alimentazione, uso di alcool e tabacco, contrasto dell’usura e al gioco d’azzardo e a tutte le forme di dipendenza patologica;
  • da alcuni anni sostiene la rivista Vita e salute, fondata nel 1952, che si occupa di informazione e formazione relativo agli stili di vita, con l’obbiettivo di migliorare la salute delle persone, la qualità dell’ambiente di lavoro e di quello della natura.

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Benefici Fiscali

Benefici fiscali per le persone fisiche

Rif.: art. 83 D.Lgs. 117/2017 primo e secondo comma
Per quanto riguarda le erogazioni effettuate da persone fisiche, si prevede la possibilità di deduzione dal reddito o di detrazione dall’imposta. Il donatore sceglierà tra detrazione e deduzione al momento della predisposizione della propria dichiarazione dei redditi annuale. L’erogazione può essere in denaro o in natura. Per quelle in denaro, la condizione per la detrazione è l’effettuazione della donazione attraverso banche, uffici postali ovvero altri sistemi che permettano la sua tracciabilità.
Per maggiori informazioni puoi scrivere a: federico.petruio@fondazionecomitans.org

Benefici fiscali per le imprese

Rif.: art. 83 D.Lgs. 117/2017 secondo comma
Per quanto riguarda le liberalità in denaro o in natura effettuate da enti e società è prevista la possibilità di deduzione dal reddito imponibile nel limite del 10% del reddito complessivo dichiarato. La parte eccedente può essere dedotta negli esercizi successivi non oltre il quarto. Per maggiori informazioni puoi scrivere a: federico.petruio@fondazionecomitans.org

Giorgio, volontario CARITAS

Mi chiamo Giorgio, ho 75 anni. Vengo alla Caritas da circa 2 anni perché sono un pensionato e ho del tempo a disposizione. Mi piace occuparmi di mettere in ordine i prodotti che arrivano e fare in modo che tutto funzioni. Si rivolgono a noi tante donne, non solo straniere. Forse ultimamente devo dire che le italiane mi sembrano aumentate. Mi piace essere cordiale, far sentire le persone a proprio agio. Prima non mi preoccupavo molto di cosa le persone si portassero via, perché ho sempre pensato che era bello che potessero andare via con il sacchetto pieno. Solo ora, da quando Fondazione Comitans ci ha chiesto di usare l’app Nutridono per comporre i pacchi, ci sto davvero guardando dentro. Mi sto rendendo conto che il “cibo spazzatura”, quello per intenderci che tutti dovremmo limitare per rimanere in salute, qui da noi invece abbonda. Io non mi sono mai chiesto perché e adesso invece sono disorientato. Prima ero felice di fare del bene, adesso sono un po’ frustrato perché mi accorgo che non è un bene completo, che si potrebbe fare di più.

Angela e l’emporio solidale

Mi chiamo Angela, vivo a Roma nel quartiere Tor Bella Monaca. Ho due figli, Andrea di 10 anni e Luca di 1. Mio marito ha un lavoro saltuario, fa il muratore in una ditta che lo chiama quando c’è bisogno e io faccio le pulizie tutte le mattine da una signora alla Garbatella. Purtroppo con tutte le spese, l’affitto e il costo della vita, spesso alla fine del mese i soldi sono finiti e sono costretta a rivolgermi alla Caritas. All’inizio mi vergognavo molto, ma il bene dei miei figli mi ha fatto andare oltre. All’emporio solidale poi è come fare la spesa in un piccolo supermercato, solo che al posto che pagare con i soldi uso una tessera a punti. È meno umiliante di una mensa e non mi fa sentire tanto diversa da una mamma che va a fare la spesa. Andrea si diverte molto a capire con i punti che abbiamo a disposizione che cosa riusciamo a prendere dagli scaffali. Merendine e biscotti, quelli sono sempre in abbondanza e li porti via con pochi punti, ma non posso mettere a tavola merendine o panettoni (dopo Natale i panettoni riempiono tutti gli scaffali!). Sono molto grata per l’aiuto che l’emporio mi dà, ma certo se potessi scegliere non sono queste le cose che vorrei mettere nel carrello: l’olio non c’è quasi mai, e quando c’è costa davvero tanti punti, e allora devo preferire altro, ma anche i cereali ci sono pochissimo o i legumi. Fresco e verdure? No, quelle non le ho mai viste, credo proprio che non sia possibile averle!

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Attualmente non esistono dati oggettivi e certi sulla qualità nutrizionale e sull'adeguatezza degli alimenti forniti dalle organizzazioni caritative. I volontari intervistati, tra i partner della Fondazione Comitans ETS, hanno sottolineato la mancanza generale di cibo nutrizionalmente appropriato per madri e neonati e in generale per famiglie con bambini piccoli. Esattamente quel gruppo di individui che maggiormente necessiterebbe di una nutrizione sana, anche per diminuire il rischio dello sviluppo futuro di malattie non trasmissibili (malattie cardiovascolari, diabete, cancro tra le più comuni).

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Caritas diocesana di Roma

La Caritas diocesana di Roma è un organismo pastorale istituito dal Vescovo al fine di promuovere la carità nelle Parrocchie e nelle comunità in tutte le sue forme. Fondata nel 1979 da monsignor Luigi Di Liegro per volontà del Cardinale vicario Ugo Poletti, la Caritas è espressione dell’impegno della Chiesa di Roma nella testimonianza di solidarietà verso le persone svantaggiate, per lo sviluppo dell’uomo, la giustizia sociale e la pace.
L’opera pastorale che la Caritas di Roma svolge nell’ambito degli aspetti della carità e della promozione umana si esplica in animazione, coordinamento, assistenza diretta e formazione.