Il percorso fatto insieme ad AIAB, Associazione Italiana per l’Agricoltura Biologica 

Cristina Micheloni, presidente di AIAB Friuli Venezia Giulia, e Paola Trionfi, nutrizionista dell’Associazione, ci raccontano cosa hanno riscontrato di positivo nel percorso che abbiamo intrapreso insieme all’interno del progetto Primi Mille Giorni.

Sicuramente la messa in pratica di un approccio multidisciplinare e multiattore su cui spesso si teorizza ma la cui implementazione concreta è tutt’altro che facile e assai rara. Il gruppo che la Fondazione ha messo assieme è invece genuinamente e radicalmente (in senso botanico) multiattoriale e, per questo motivo, in grado di contribuire alla realizzazione pratica del concetto di “One welfare”.

Oggi più che mai, infatti, non si può parlare solo di salute ma è necessario passare allo stare bene (benessere) obiettivo irraggiungibile in modo individuale ma più avvicinabile come comunità.

Dove stiamo andando

Ci stiamo confrontando nell’ambito della ricerca scientifica sul microbioma del suolo ed umano, oltre all’individuazione di attività formative per mamme e bambini con la partecipazione di aziende di agricoltura biologica, allo scopo di costruire “nuclei virtuosi” in cui fare formazione, proporre stili di vita migliori, prodotti biologici e monitorare impatto sulla salute e sulle abitudini delle famiglie e dei bambini che diventano adulti.

Pensando al futuro

Speriamo e crediamo che il progetto Primi Mille giorni potrà davvero offrire degli esempi “cantierati” ed in grado di “gemmare” di comunità del benessere, supportati da solide basi scientifiche ma anche da tanta passione e capacità di visione.

Chi è AIAB

L’Associazione Italiana per l’Agricoltura Biologica accoglie produttori, trasformatori, tecnici, ricercatori, consumatori, enti locali e chiunque si voglia impegnare nell’agricoltura biologica, usandola come strumento di sviluppo rurale davvero sostenibile, ricostruzione di comunità e coltivazione di salute e benessere.

QUALI SONO I SUOI PUNTI DI FORZA?

  • Diffondere un metodo agricolo rispettoso della natura e dell’uomo.
  • Informare e formare su questi temi non solo mediante progetti di ricerca scientifica ma anche con attività all’interno delle scuole.
  • Metodologie innovative (all’interno del bio) per migliorare qualità ambientale e nutrizionale, senza dimenticare l’economia.
  • Poter contare su soci orticoltori e cerealicoltori per autoproduzione di sementi, selezione evolutiva e recupero varietà locali.
  • Zootecnici con attenzione ad alimentazione animale e impatto su prodotto (es. latte e uova).
  • Gruppi organizzati di domanda e offerta per prodotti di valore.

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