Continuiamo la carrellata dei contributi dei relatori intervenuti al convengno “Intrecciamo i nostri saperi” dello scorso 14 ottobre, organizzato nell’ambito del progetto “Primi mille giorni“.
Già prima della pandemia, il mondo faceva fatica a raggiungere gli obiettivi nutrizionali dell’Agenda 2030. Gli ultimi dati del rapporto sullo stato della sicurezza alimentare e nutrizionale mostrano che il numero delle persone denutrite è aumentato. Nel mondo, due miliardi di persone soffrono di deficienza di micronutrienti, mezzo miliardo sono donne in età riproduttiva. Oggigiorno, all’interno delle famiglie stesse, assistiamo a forme di malnutrizione multipla: può succedere che il bambino sia malnutrito e la mamma sia in sovrappeso, soffrendo entrambi di deficienze di micronutrienti. I paesi, quindi, si trovano ad affrontare più emergenze nutrizionali contemporaneamente. Per questo, diventa fondamentale la prevenzione alla malnutrizione e l’attenzione ai primi 1000 giorni.
Diventa cruciale rispondere alle esigenze nutrizionali di tutti, partendo da mamme e bambini, promuovendo la conoscenza e l’accessibilità a diete sane ma anche sostenibili. Se pensiamo che circa il 95% degli alimenti, su scala globale, proviene dal suolo è facile capire come qualità del suolo, qualità degli alimenti e salute siano strettamente correlati.
Il Dott. Luca Montanarella, Senior Expert presso il Joint Research Centre della Commissione Europea (Land Resource Unit), ha ricordato che:
“IL SUOLO È QUALCOSA DI MOLTO COMPLESSO, ORGANIZZATO IN QUELLO CHE NOI CHIAMIAMO “ORIZZONTE”, CIOÈ DIVERSI STRATI DI SUOLO CHE HANNO DIVERSE PROPRIETÀ. SPESSO, LA BIODIVERSITÀ E L’ECOSISTEMA PRESENTE NEL SUOLO SONO MOLTO PIÙ COMPLESSI DI CIÒ CHE SI TROVA IN SUPERFICIE. ESSENDO QUALCOSA DI VIVO, NATURALMENTE È ANCHE MOLTO FRAGILE, SOGGETTO A NOTEVOLI IMPATTI DELLE ATTIVITÀ UMANE. ESISTE ORMAI UN’AMPISSIMA DOCUMENTAZIONE SULLE INTERAZIONI FRA IL SUOLO E LA SALUTE UMANA, ATTRAVERSO LA CATENA ALIMENTARE”.
Uno sguardo ampio nell’affrontare sfide così importanti come quella della nutrizione, permette di tenere insieme salute, alimentazione sana ed importanza del suolo attraverso un approccio transdisciplinare. Un altro tassello fondamentale è quello dell’innovazione tecnologica al servizio del sistema agroalimentare. Grazie alla collaborazione con due ricercatori dell’Istituto di Scienza e Tecnologie dell’Informazione ISTI-CNR, Manlio Bacco e Sara Colantonio, abbiamo aperto lo sguardo anche sull’Internet of Things – IOT e sulle possibilità di sviluppo futuro.
Oggi, in ambito agroalimentare, grazie a questa rete di oggetti intelligenti in grado di comunicare e di scambiarsi dati, esistono grandi potenzialità per l’utilizzo di applicazioni basate sull’intelligenza artificiale nella produzione, distribuzione e vendita. Solo per fare alcuni esempi, attraverso sistemi di monitoraggio delle piantagioni è possibile individuare rischi per la produzione. Utilizzando sistemi intelligenti di controllo e monitoraggio dei processi industriali, è possibile verificare che vengano rispettate le misure di igiene e di conformità alle regolamentazioni per la trasparenza, tracciabilità e sicurezza del cibo. Ancora, con sistemi di ottimizzazione del magazzino, è possibile ridurre gli scarti o anche semplicemente smistare la merce. Dal lato del consumatore, poi, con sistemi di suggerimenti o coaching, è possibile dare indicazioni su cosa sia meglio acquistare in base alle proprie preferenze o anche in base ai propri bisogni nutrizionali.
“E’ IMPORTANTE INTEGRARE I VARI ELEMENTI SVILUPPATI SINGOLARMENTE, IN UNA VISIONE DI SISTEMA: PER FARLO, È NECESSARIA LA PROSPETTIVA E LA LUNGIMIRANZA DEGLI ATTORI E DEGLI ESPERTI DEI VARI SETTORI.
DAL PUNTO DI VISTA TECNOLOGICO, È NECESSARIO MIGLIORARE L’INTEROPERABILITÀ, OVVERO, CHE TUTTE QUESTE TECNOLOGIE COMUNICHINO TRA DI LORO. INOLTRE, È FONDAMENTALE CHE GLI STRUMENTI TECNOLOGICI ASSICURINO UN GRADO ELEVATO DI USABILITÀ E COSTI ADEGUATI.
INFINE, TUTTE LE SOLUZIONI DEVONO ESSERE SOSTENIBILI DA VARI PUNTI DI VISTA, SOCIALE, AMBIENTALE ED ECONOMICO, E MIRARE AD AUMENTARE QUELLA CHE È LA DIFFUSIONE DI INFORMAZIONI DI QUALITÀ E MIGLIORARE LA CONSAPEVOLEZZA DELL’UTILIZZATORE FINALE, GENERANDO EMPOWERMENT” .
È da questi bisogni che stanno prendendo forma diverse necessità progettuali. Dallo studio pilota sull’interazione del microbiota umano e del suolo, attraverso una dieta biologica, alla possibilità di migliorare la distribuzione del contenuto dei pacchi alimentari attraverso lo sviluppo tecnologico, per arrivare alla grande sfida dell’empowerment delle mamme.
Non potremo mai realizzare da soli i percorsi che stiamo delineando insieme ai partner. È necessaria la collaborazione di tutti gli attori interessati e le risorse disponibili, per continuare a lavorare oggi sulla salute degli adulti di domani.
