Il primo anno di lavoro condiviso nell’ambito del progetto Primi mille giorni.
Un anno fa, quando abbiamo realizzato la prima edizione di Intrecciamo i nostri saperi sul tema dell’alimentazione e nutrizione nei primi mille giorni di vita, non sapevamo quanto tempo sarebbe stato necessario per far capire il nostro approccio di sistema, trovare partner interessati a condividere con noi questo cammino, analizzare bisogni e disegnare azioni. Oggi, un anno dopo, possiamo dire che siamo a buon punto. Abbiamo cominciato a tracciare una strada condivisa, insieme ai nostri partner, frutto della fiducia reciproca, nata nei numerosi incontri virtuali di questi mesi e negli incontri in presenza che le riaperture stanno favorendo.
Nell’ambito di questa partecipazione sempre attiva, che dà vita alla coprogettazione, abbiamo condiviso conoscenze, portando alla luce dei bisogni e, su quei bisogni, stiamo costruendo delle azioni da realizzare, come quelle che abbiamo presentato nell’edizione di Intrecciamo i nostri saperi che si è tenuta il 14 ottobre scorso.
SFERA DELLA RICERCA
In primis, abbiamo attivato una Borsa per il Dottorato di Ricerca che sta portando avanti la d.ssa Giulia Rocchi presso il Policlinico Universitario Campus Bio-medico di Roma – UCBM, in collaborazione con le Unità di Parassitologia e di Ricerca di Microbioma Umano dell’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù di Roma. Il progetto di ricerca Nutribioma permetterà di studiare la biogenesi della microflora batterica intestinale, attraverso analisi e test clinici, valutando l’impatto della nutrizione e dell’alimentazione nella modulazione del microbiota intestinale in coppie mamma-bambino, dalla gravidanza ai primi sei mesi di vita.
“Il microbiota intestinale, ovvero quell’insieme di microorganismi che popolano il nostro intestino, è una vera e propria impronta digitale, la cui composizione è influenzata da tantissimi fattori – ricorda la Dott.ssa Annamaria Altomare, medico ricercatore presso UCBM e coordinatrice clinica dello studio. “Il microbiota intestinale si trova in uno stato di salute (eubiosi) quando esiste un equilibrio fisiologico fra le specie batteriche coabitanti la mucosa intestinale. Questo equilibrio è possibile in presenza di una maggiore ricchezza e diversità microbica. Il microbiota intestinale, in una situazione di eubiosi, svolge tantissime funzioni”.
Non potremmo vivere senza questo ecosistema all’interno del nostro organismo, che ha funzioni difensive, funzioni metaboliche, digestive e di assorbimento.
Nella sfera della ricerca, vogliamo indagare il legame tra salute del suolo, salute del microbiota intestinale e salute della mamma e del bambino. Per questo, stiamo costruendo uno studio pilota coinvolgendo coppie mamma-bambino, per valutare il ruolo di una dieta biologica sullo sviluppo del microbiota nei primi 1000 giorni di vita, rispetto ad una dieta convenzionale, che speriamo di poter ampliare in futuro sia aumentando la corte di soggetti, sia includendo l’analisi diretta di suoli destinati ad agricoltura biologica.
Questi progetti di ricerca sono molto ambiziosi e hanno bisogno di sforzi congiunti sia dal punto di vista dei soggetti da coinvolgere che delle risorse necessarie. Per questo, stiamo dialogando non solo con i nostri partner ma anche con enti ed attori interessati.
SFERA DEL SOCIALE
Nella sfera del sociale, le interviste e focus group che stiamo realizzando con vari enti del terzo settore, oltre ad un tirocinio formativo attivato, forniscono un quadro importante degli interventi da sviluppare: da laboratori diretti alle mamme alla formazione di volontari ed educatori sui temi legati a nutrizione ed alimentazione, creando empowerment anche attraverso la valorizzazione di esperienze culturali e valoriali diverse.
Spesso questi temi vengono trattati con mamme e bambini soprattutto in presenza di patologie e problemi di salute ma difficilmente vengono inclusi all’interno di un percorso di prevenzione e di miglioramento degli stili di vita. Le difficoltà che incontrano le mamme in condizione di fragilità socio-economica, ancor di più se straniere, non contribuiscono certo a migliorare la situazione. In una visione più ampia, invece, consideriamo che la diffusione di conoscenze legate ad un’alimentazione sana, potrebbe contribuire anche al rafforzamento delle competenze genitoriali, oltre che a favorire la salute di mamme e bambini. Le mamme devono essere messe in condizione, non solo, di poter scegliere come alimentare al meglio la propria famiglia ma anche trovarsi nella condizione di poterlo fare. Questo non può accadere dall’oggi al domani ma dobbiamo fare i primi passi.
Accanto alla ricerca scientifica, anche la tecnologia può aiutarci. Ad esempio, cominciando a raccogliere dati ed aiutando ad ottimizzare la creazione di pacchi e donazioni alimentari, che rispondano meglio alle esigenze nutrizionali di mamme e bambini nei primi mille giorni.
CIBO DI VALORE
Nei nostri incontri, spesso, parliamo di cibo di valore. Insieme ai nostri partner, ci siamo chiesti quali valori vogliamo tenere presenti nella realizzazione dei nostri interventi, e ne abbiamo individuati 8, che mettono insieme: aspetti nutrizionali, legati a salute e ricerca; sostenibilità ambientale, legata anche al tema della produzione e distribuzione; aspetti sociali, che tengono quindi conto delle diversità socio culturali e di accessibilità al cibo.
Le sfide che dobbiamo affrontare sono sfide complesse. Per questo, anche l’approccio deve essere un approccio complesso, in cui scenda in campo la capacità di collaborare insieme, di creare un linguaggio comune, che metta a sistema la transdisciplinarietà per dare vita ad interventi efficaci a favore della nutrizione ed alimentazione nei primi mille giorni di vita.
