Giornata mondiale del Diabete: aumentare la consapevolezza del diabete come problema di salute pubblica globale

Il diabete mellito (di seguito DM) è ad oggi una vera e propria pandemia, infatti si stima che nel 2035 circa un miliardo di persone saranno diabetiche, cioè una persona su dieci.

In Italia ad oggi, ci sono circa tre milioni e mezzo di persone affette da diabete ma il dato è probabilmente sottostimato e il trend è in continua crescita.

Circa il 90% della popolazione diabetica è affetto da diabete di tipo 2, correlato al sovrappeso e all’obesità di bambinə, adolescentə e adultə. Nel restante 10% sono compresi il DM di tipo 1 e le altre forme più rare di DM.

La prevalenza di diabetici cresce con l’età (il 2% tra le persone con meno di 50 anni e sfiora il 9% fra quelle di 50-69 anni). È più frequente fra gli uomini che fra le donne (5,1% vs 4,2%).

Possiamo definire il diabete come un gruppo di disturbi metabolici accomunati dalla presenza di iperglicemia. Ma sappiamo che esistono diverse forme di diabete, classificate secondo il meccanismo patogenetico attraverso il quale insorge l’iperglicemia. Vediamole nel dettaglio:

● Diabete di tipo 1- è causato dalla distruzione delle beta-cellule pancreatiche può essere su base autoimmune o idiopatica ed è caratterizzato da una carenza insulinica assoluta (la variante LADA, Latent Autoimmune Diabetes in Adults, ha un decorso lento e compare nell’adulto).

● Diabete di tipo 2- è causato da un deficit parziale di secrezione insulinica, che in genere progredisce nel tempo ma non porta mai a una carenza assoluta dell’ormone e che si instaura spesso su una condizione, più o meno severa, di insulino-resistenza su base multifattoriale.

● Diabete gestazionale: è causato da difetti funzionali analoghi a quelli del diabete di tipo 2, viene diagnosticato per la prima volta durante la gravidanza e in genere regredisce dopo il parto per ripresentarsi spesso a distanza di anni con le caratteristiche del diabete di tipo 2.

Altre forme di Diabete possono essere indotte da determinate situazioni, sono casi più rari:

– infezioni

– sindromi genetiche rare associate a diabete

– endocrinopatie

– malattie del pancreas

– difetti genetici dell’azione dell’insulina

La grande diffusione del diabete determina la necessità di porre sempre maggiore attenzione alle tematiche della prevenzione primaria e secondaria o attraverso la diagnosi precoce e sulla necessità di migliorare le conoscenze e la consapevolezza delle persone per arginare l’epidemia di diabete nel mondo.

Come prevenire il diabete?

Nel diabete di tipo 1 la prevenzione si identifica con la diagnosi precoce.

La prevenzione primaria del diabete di tipo 2 si identifica con la promozione di stili di vita corretti finalizzati anche alla prevenzione dell’eccesso ponderale. L’adozione di uno stile di vita sano e attivo può prevenire fino all’80% dei casi di diabete di tipo 2.

In particolare Fondazione Comitans ETS su questa tematica di prevenzione primaria vuole mostrare particolare attenzione nei primi mille giorni di vita che includono la gravidanza e i primi due anni di vita del bambino, un periodo cruciale nello sviluppo e nella salute a lungo termine. Durante questo periodo, l’alimentazione svolge un ruolo fondamentale nella programmazione metabolica e nell’insorgenza di malattie croniche, tra cui il diabete.

In questi primi mille giorni è importante tenere a mente alcuni aspetti:

● Scelte alimentari della madre durante la gravidanza: una dieta equilibrata durante la gravidanza è essenziale. Gli studi hanno suggerito che una dieta ricca di frutta, verdura, cereali integrali può contribuire a ridurre il rischio di obesità e diabete nei bambini.

● Controllo del peso gestazionale: il peso eccessivo durante la gravidanza è stato associato a un aumento del rischio di obesità e diabete nel bambino.

● Allattamento al seno: studi hanno suggerito che l’allattamento al seno, quando possibile, può ridurre il rischio di obesità e diabete tipo 2 nei bambini. L’allattamento fornisce nutrienti essenziali e contribuisce a una composizione corporea sana.

● Introduzione di cibi solidi: evitare l’introduzione precoce di cibi ad alto contenuto calorico e zuccherati può contribuire a prevenire l’eccesso di peso e il rischio diabete.

● Evitare il sovrappeso infantile: il sovrappeso nei primi anni di vita è un fattore di rischio importante per lo sviluppo del diabete.

Per quel che riguarda la prevenzione secondaria di soggetti a rischio, il diabete di tipo 2 è spesso associato a condizioni di sindrome metabolica ed è importante intervenire in questa fase e riconoscere i segni e sintomi per prevenire il diabete.

Intervenire modificando l’alimentazione e sensibilizzare la popolazione all’esercizio fisico: quello aerobico è il più efficace nel raggiungere gli obiettivi. Svolgere esercizi che mettano in movimento grandi gruppi muscolari, portando alla riduzione del grasso viscerale, al miglioramento dell’assetto lipidico, alla riduzione dei valori pressori, all’aumento delle fibre di tipo I che sono più sensibili all’azione dell’insulina.

Nei bambini e adolescenti a elevato rischio di diabete mellito tipo 2 è indicato un intervento sullo stile di vita, facendo attenzione che il calo ponderale non sia eccessivo e venga mantenuto un BMI appropriato per l’età e il sesso.

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Giorgio, volontario CARITAS

Mi chiamo Giorgio, ho 75 anni. Vengo alla Caritas da circa 2 anni perché sono un pensionato e ho del tempo a disposizione. Mi piace occuparmi di mettere in ordine i prodotti che arrivano e fare in modo che tutto funzioni. Si rivolgono a noi tante donne, non solo straniere. Forse ultimamente devo dire che le italiane mi sembrano aumentate. Mi piace essere cordiale, far sentire le persone a proprio agio. Prima non mi preoccupavo molto di cosa le persone si portassero via, perché ho sempre pensato che era bello che potessero andare via con il sacchetto pieno. Solo ora, da quando Fondazione Comitans ci ha chiesto di usare l’app Nutridono per comporre i pacchi, ci sto davvero guardando dentro. Mi sto rendendo conto che il “cibo spazzatura”, quello per intenderci che tutti dovremmo limitare per rimanere in salute, qui da noi invece abbonda. Io non mi sono mai chiesto perché e adesso invece sono disorientato. Prima ero felice di fare del bene, adesso sono un po’ frustrato perché mi accorgo che non è un bene completo, che si potrebbe fare di più.

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La Caritas diocesana di Roma è un organismo pastorale istituito dal Vescovo al fine di promuovere la carità nelle Parrocchie e nelle comunità in tutte le sue forme. Fondata nel 1979 da monsignor Luigi Di Liegro per volontà del Cardinale vicario Ugo Poletti, la Caritas è espressione dell’impegno della Chiesa di Roma nella testimonianza di solidarietà verso le persone svantaggiate, per lo sviluppo dell’uomo, la giustizia sociale e la pace.
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